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Corso
Clownterapia a Sisak!
Sono arrivato alla partenza in affanno e purtroppo non ho gustato né i
preparativi né i saluti né gli incoraggiamenti. Soltanto lungo il viaggio
mi sono rilassato, grazie alle tre splendide navigatrici Pallottola, Calella
e Boop.
Ripasso di inglese con i village people e simili, qualche nota tecnica
sul programma del primo giorno, pochi intoppi con cambi, rifornimenti,
strade e cantieri…ed eccoci a Sisak.
Arriviamo appena in tempo per essere puntualissimi! Le nostre 2 supporter
dell’Agenzia per la Democrazia Locale, che hanno promosso il corso, ci
aspettano e ci accompagnano al centro SKWHAT (il nome gioca su Sisak what),
il centro giovani, dove si organizzano corsi, concerti, serate, o partite
a ping-pong e calcetto.
Iil posto è accogliente, sarà per i divanetti spaiati, sarà per i giochi
da tavola e i computer un po’ retrò, sarà per la grande libertà con cui
possiamo muoverci, tra cavi, scope, sedie, che non è difficile sentirsi
a proprio agio.
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Noi prepariamo
la saletta che hanno riservato per il primo giorno di corso e le ragazze
arrivano alla spicciolata. Ci sono 3 signore sui 50 e 7 ragazze tra i
20 e i 30 anni. Altre ragazze forse si uniranno dal sabato. A parte Kristina,
dell’ADL, che fa anche il corso, delle altre non sappiamo nulla e molte
delle ragazze non si conoscono tra loro. Proprio come ai corsi che facciamo
noi…e come per magia, tra sigle, giochi, esercizi, si crea un bel gruppo
affiatato.
La lingua non è un grosso ostacolo: molte delle ragazze capiscono l’inglese
e cmq Kristina traduce in croato. Fiducia, sintonia, conoscenza…la prima
sera vola.
Le ragazze sono entusiaste per l’energia che si respira. Noi siamo sollevati
dalla buona riuscita della prima parte e felici di poter trasmettere il
ns messaggio, che attecchisce così facilmente.
Io continuo a chiedermi se questo corso sarà occasione di cambiamento
per queste ragazze, come lo è stato per me, ma non avrò risposta fino
all’ultimo giorno… Noi 4 claunini VIP ce la caviamo proprio bene, e ormai
ci sentiamo parte di questo gruppo. Finito il corso torniamo in albergo
e ceniamo senza passare dal via, perché la cucina ha già chiuso e aspettano
soltanto noi per andare a letto.
La cena è occasione per rilassarci e stramazzare dal ridere (siamo proprio
dei pagliacci) e anche per mangiare tanto e bene, ovviamente. Prima di
andare a letto dobbiamo ancora organizzarci per il programma del sabato.
Così si fa una certa, e alla fine scegliamo le foto da mandare in mailing-list
e giù a ronfare. Il sabato è la giornata più faticosa, sia per noi che
per le ragazze. Io tengo botta ai cambiamenti di orari e agli imprevisti,
ma solo grazie alla presenza rassicurante di Pallottola, Calella e Boop,
con cui sento una grande sintonia (o sinfonia, come traduce Kristina!).
Facciamo un grosso lavoro e alla ripresa dopo la pausa pranzo le nostre
10 nuove claunine prendono forma. Che emozione. Si truccano, si vestono,
scelgono il nome…ricevono il naso. Benvenute in famiglia, penso. È un’emozione
fortissima e al tempo stesso vissuta con spensieratezza, come se fosse
la cosa più normale del mondo. Già il mondo, che non finisce alle porte
di casa nostra…e che a poche ora di macchina può essere così diverso.
Durante il viaggio ci eravamo chiesti dove fossero i segni della guerra
di 10 anni fa, che era proprio qui, a 2 passi da noi.
Non ne abbiamo visti, al contrario dei tantissimi cantieri per le autostrade
che stanno velocizzando gli scambi con il resto di Europa. Ma da stralci
di conversazioni emerge la povertà di questa regione, forse non solo materiale.
Ci dicono di giovani che passano il sabato sera ad ubriacarsi su una panchina.
Vediamo quanto tutti fumino in modo esagerato. Ci parlano di iniziative
contro la violenza domestica. Ci chiediamo perché al corso non c’è neanche
un uomo… Ma nelle pause, da lontano per via del fumo che prende alla testa,
vediamo 10 ragazze sedute sui divani spaiati, in cerchio, che parlano
e ridono e sorseggiano beveroni energizzanti o caffè solubile, che condividono
discorsi con grande familiarità. È tutto così normale e al tempo stesso
speciale, per me che non sono così abituato alla semplicità della condivisione
del tempo e delle chiacchiere. Il sabato pomeriggio è molto stancante
per le ragazze, tra camminate e giocoleria, e alla fine c’è un po’ di
delusione da parte di chi non è riuscito ad imparare palline e kiwido.
Proviamo a spiegare che in pochi giorni cerchiamo di sperimentare più
discipline possibili e che non importa che tutte imparino tutto subito.
In un gruppo ci si aiuta a vicenda e ci si prende il proprio tempo e soprattutto
ci si compensa…alle ragazze sedute in cerchio per la condivisione finale,
confido la mia emozione perché la sera prima abbiamo incontrato 10 ragazze
e dopo un solo giorno sono nate 10 nuove splendide claun. La domenica
le conosciamo meglio le nostre cugine di naso: Kikiriki è consapevole,
Buba è passionale, Ping è tenace, Rafo è osservatrice, Ton´cica è generosa,
Tralalibaba è sensibile, Šegi è forte, Violet è fragile, Lina è dolce,
Peppe è volitiva. E nelle gag sono sorprendenti. Con i palloncini sono
entusiaste. Nelle danze sono scatenate. Nei momenti di riflessione sono
attente. E poi? Poi concludiamo con l’angelo, con i pensieri su ciò che
sembra finire e che invece è appena all’inizio, su ciò che sembra scontato
e invece riserva sorprese, con i ringraziamenti reciproci per questa esperienza
profondamente condivisa, con i diplomi, le sfilate, le foto, gli abbracci
i saluti…ma tra le righe emerge uno spiraglio di futuro. Alla domanda
su cosa faranno queste ragazze dopo il corso cominciamo a trovare una
risposta insieme. Si troveranno tutti i mercoledì, in questo spazio aperto
che è il centro giovani. Suggeriamo loro di preparare uno spettacolo e
portarlo a chi credono abbia bisogno di sorridere, magari come regalo
di Natale. E le ragazze sono già all’opera. E si parla del nostro prossimo
incontro, in cui alcune ragazze si uniranno a noi e potranno ricevere
mille stimoli per la loro attività a Sisak dove il volontariato non è
così scontato, e perciò loro dovranno inventarselo, trovando una propria
strada. E la cosa fantastica è che su quella strada ci siamo anche noi,
perché il cammino insieme è appena iniziato. Con questa pienezza nel cuore
torniamo a casa, a rincorrere gli impegni di tutti i giorni, ma anche
a cullarci questa meravigliosa sensazione di serenità, per un’altra missione
compiuta. Volevamo rappresentare un esempio di gruppo, e ci siamo riusciti,
perché noi sappiamo cosa significa essere uniti e crescere insieme. Volevamo
essere un esempio e ci siamo riusciti, perché abbiamo imparato negli anni
la coerenza delle nostre scelte. Infine volevamo portare un messaggio
POSITIVO, e ci siamo riusciti, perché 10 ragazze col naso rosso ora condividono
il nostro sentire. Grazie clauni, di questa preziosa opportunità che ci
siamo dati.
Estività Agosto
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